STV

Davide Reviati
SPUTA TRE VOLTE


Premio Lo Straniero 2016

Premio Boscarato 2016

Premio Micheluzzi 2017


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“Davide Reviati crea immagini intrise di memoria e sentimento, liriche, che conquistano chiunque”. _ Ferruccio Giromini, Pagina 99

Guido, Moreno detto “Grisù”, Katango e gli altri… un gruppo di ragazzi cresciuti insieme in una periferia che è quasi campagna. Frequentano con scarso profitto l’istituto tecnico industriale. Ma soprattutto le loro giornate sono fatte di bar e biliardo, scorribande in auto, notti a fumare in riva al fiume. Vicino, in un casolare diroccato, vive una famiglia di nomadi slavi. “Gli zingari, tutti ladri e senza Dio”, come dice con disprezzo la gente. Tra loro Loretta, ragazza selvatica che a loro sembra una bambina vecchia o una strega…

A sei anni da “Morti di sonno”, il ritorno di uno degli autori più amati e premiati del graphic novel italiano, tradotto in Francia, Spagna e Corea del Sud.

In una pianura magica tra terra e mare, dove esistono “campi dei miracoli” e dove John Wayne può apparire a cavallo per dare consigli a un ragazzino, Reviati torna a raccontare l’amicizia, la stagione dell’adolescenza e la sua fine. Ma anche i pregiudizi, la paura del diverso, la fragilità umana. E il suo sguardo intenso e poetico si fa universale per raccontarci, insieme a vite quotidiane di provincia, un pezzo della tragica storia del popolo Rom, perseguitato sotto tutti i cieli.

“I compagni dell’infanzia non li scegli, ti capitano addosso e ti entrano dentro come la febbre sbirulina, e non se ne vanno anche se li prendi a calci. Sì, diventano più che parenti, più che fratelli, diventano amici. Ma non li puoi scegliere”.


Le recensioni della stampa

  • Emilio Varrà, Lo Straniero
    A sei anni da Morti di sonno, Davide Reviati torna con un nuovo romanzo a fumetti, e si conferma come uno tra gli autori più importanti e personali della nostra scena.
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  • Fabio Licari, Fumo di China
    A noi Davide Reviati sembra un grande romanziere a fumetti, all’altezza dei più celebrati colleghi…
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  • Annunziato Cangemi, Fumo di China
    Quindi in piedi, signori, ché siamo al cospetto di un capolavoro.
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  • Laura Scarpa, Scuola di Fumetto
    Reviati spacca il cuore raccontando di amicizie, famiglie, sesso, amori, sfruttamento e vigliaccheria. Ricordi e sensi di colpa che riguardano tutti.
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  • Francesco Boille, Internazionale
    Le cinquecento e passa tavole si leggono come fossero meno della metà, grazie a una scorrevolezza nel montaggio e una leggerezza di scrittura grafica impressionanti.
    Un poema insieme lirico e sobrio. Reviati si rivela qui grande autore.
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  • Federica Angelini, R&D Cult
    Sputa tre volte è un libro profondo che tocca corde esistenziali e ci racconta della condizione umana, di rapporti, di solitudini e periferie, di colpa e (mancata) redenzione.
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  • Mattia Martini, RAI Tre – TGR Emilia Romagna
    Intervista a Davide Reviati.
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  • Emiliano sportelli, MangaForEver
    Sputa tre volte diventa quasi una luce da seguire; una guida da tenere accanto al comodino quando ci si dimentica della realtà. Reviati rappresenta uno degli esempi più nitidi dell’importanza che riveste oggi il fumetto italiano.
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  • Mattia Martini, RAI Tre – Buongiorno Regione Emilia Romagna
    Intervista a Davide Reviati.
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  • Enrico Cantarelli, Discorsivo
    Sputa tre volte, ultima fatica di Davide Reviati, è indiscutibilmente un capolavoro. L’autore ravennate aveva già dimostrato il suo talento di narratore e illustratore con il precedente Morti di sonno, e con questo graphic novel supera anche le migliori aspettative.
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  • Antonio Napolitano, CloseUp
    Nell’opera di Reviati si sente forte questa valenza metanarrativa, perché Sputa tre volte è un romanzo fiume scritto su più strati, lirico, feroce, che non fa prigionieri. E a sua volta non si fa imprigionare.
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  • Serena Di Virgilio, Panorama.it
    Ognuna delle sue immagini è composta da un laborioso, dinamico e ben visibile accumularsi di segni, che lascia il bianco del foglio accecante come un sole estivo.
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  • Bande Distorte, Radio Onda D’Urto
    Intervista a Davide Reviati.
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  • Ferruccio Giromini, Pagina99
    Reviati vi si riconferma scrittore profondo non meno di quanto sia pittore potente, riempiendo di emozioni del sentimento quanto della ragione tutte le sue singole vignette costruite in efficace armonia, quadri da sé sole. In un chiaroscuro di ombre assedianti, capitolo dopo capitolo si compongono frammenti di vite sincere che a tratti sanno commuovere.
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  • Vins Gallico, Gazzetta del Sud
    È una sensazione di grande straniamento la lettura e la visione di Reviati. Non riesci a toccare, non riesci a palpare. Vorresti abbracciarlo
    Sputa tre volte, per quanto è bello, eppure svanisce fra le mani come un fantasma.
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  • William Amighetti, Valseriana.it
    Un libro breille che rende percepibile al tatto la dimensione dilatata del vuoto.
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  • RAI Letteratura
    Per gentile concessione dell’editore Coconino Press pubblichiamo in questa fotogallery alcune tavole di Sputa tre volte, di Davide Reviati.
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  • Che tempo che fa, RAI Tre
    Sputa tre volte, Coconino Press, tra i consigli di lettura della redazione di Che tempo che fa.
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  • Valerio Mattioli, Linus
    …la famiglia di zingari che vivono accampati ai margini del paese. Sono loro a informare il fumetto di una tensione inquieta e dolorosa, ad alterarne le prospettive, ad allargarne il respiro fino a precipitare l’opera del fumettista ravennate in un continuo rimbalzo tra il qui e l’altrove: che è un altrove umano, culturale, urbano, ma anche storico in senso stretto.
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  • Gaia Tarini, Barta.it
    In 
    Sputa tre volte capita di voltare la pagina ed essere scossi dalla profondità dei disegni: tavole che portano con sé un respiro animale, profondo ma anche muto, lo stesso che fa il vento che passa dentro un fiume d’erba. Reviati sa illustrare il senso di colpa e quello di disagio che sta tra un’età e l’altra, quella dell’adolescenza e quella della ragione.
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  • Andrea Provinciali, Il Mucchio selvaggio
    Integrazione, formazione, segreti, droga, ignoranza, saggezza, campagna, sogni, pericoli: questo e altro è evocato dalla poesia immaginifica di Reviati. Se ne esce con gli occhi lucidi un’altra volta.
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  • Valerio Stivè, Fumettologica
    Reviati racconta questo scenario con un tratto spietato e graffiante quanto lo è il tono della narrazione. …una urgenza del segno che va ben oltre la linea, e travolge le figure così come il ritmo grafico. Una urgenza che tuttavia, in Reviati, sembra venire da molto, molto lontano: dal rapporto con il tempo e con la Storia.
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  • Max Bonati, Comics 101
    Davide Reviati scrive un romanzo bellissimo. Intenso, poetico, sferzante, doloroso, mai retorico.
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  • Iacopo Gardelli, RavennaNotizie.it
    Sputa tre volte è un libro che a pagina 30 ti cattura, a pagina 60 ti tira per le orecchie, a pagina 150 ti dà un calcio ben assestato e a pagina 250 ti ha già bello che scaraventato in cima al capolavoro, dove ti lascia boccheggiante e confuso, fino alla fine.
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  • Alberto Sebastiani, La Repubblica SERA
    Non è possibile, sembra dire Reviati, raccontare una vita escludendo le altre che la circondano, come non è possibile separare fatti e leggende perché è mescolandole che le persone formano il proprio sguardo sul mondo. Infatti, Sputa tre volte racconta non una vita, ma una prospettiva sul mondo, quella di Guido.
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  • Raffaele Lupoli, Left
    Così la pittura si è fatta fumetto, il fumetto romanzo, e il romanzo inno alla vita.
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  • Federica Angelini, R&D
    Un libro immenso in cui perdersi nei mille rivoli di suggestioni, pensieri, ragionamenti ed emozioni che può suscitare. Oltre al puro incanto di fronte alla bellezza cristallina del disegno.
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  • Arnaldo Greco, Studio.it
    Il rovescio della medaglia è che nemmeno il miglior saggio sull’adolescenza può restituire la commozione di un libro come Sputa tre volte.
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  • Alessandro Trevisani, La Lettura – Il Corriere della Sera
    Romanzo di formazione, capolavoro di estro e tratteggio con, in appendice, Storia di Papusza: la vita della poetessa nomade polacca Bronislawa Wajs.
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  • RadioLibri
    Pagina dopo pagina rimane incollata sulla pelle…
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  • Alessio Lerda, Radio RBE
    Intervista a Davide Reviati
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  • Giovanni Gastel, Urban Magazine
    Un inno alla strada tra le culture, tra le zone riunite di un paesaggio straordinario che è il nostro attualissimo mondo.
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  • Radio OndaRossa
    Intervista a Davide Reviati
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  • Andrea Mazzotta, Il Quotidiano del Sud
    Cosa racconti la storia è di poca importanza: a che fare con la vita di periferia, quasi campagna, di un gruppo di ragazzi che crescono in prossimità di un accampamento di zingari. Il resto è poesia, grafica e narrativa.
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  • Fabio Licari, Sportweek
    C’è anche Davide Reviati tra i grandi scrittori contemporanei, non solo a fumetti.
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  • Michela Meloni, Mangialibri
    Vorticoso, fatto di linee che si allungano in ogni direzione, in orizzontale, in verticale, a destra e a sinistra, fino a configurare dei ritratti che arrivano forti come un quadro espressionista. Quelle linee e i tratti di penna quasi ipnotici, neri come rondini in volo, riescono a rendere ogni cosa: la dinamicità dei movimenti così come il silenzio.

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  • Pietro Minto, Prismo
    I libri del 2016. Viaggi nel tempo, nello spazio e nel mondo animale, romanzi, saggi, fumetti, musica e fantascienza: una selezione dei libri più belli del 2016
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  • Tommaso Baris, PalermoGrad.com
    Lo sterminio dei sinti, a cui è dedicata nella parte finale una intelligente riflessione, è diventato infatti un ricordo di second’ordine e grado, come le sue vittime, incapace persino di produrre una rimessa in discussione di quegli stessi stereotipi e pregiudizi che furono alla base della scelta nazista di perseguitare gli zingari.
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  • Fabio Donalisio, Blow Up
    Sbozzati con quel tratto frettoloso per finta, o per pudore, in bilico voluto tra ancora uomo e già (di nuovo) bestia, portatori e testimoni di una costernazione diffusa davanti alla vita.
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    Crache trois fois_C1C4_repères-coverture

  • Frédéric Potet, Le Monde des Livres
    Le roman ­graphique de Davide Reviati fait cohabiter magnifiquement violence et fragilité, à l’image de son dessin aux milliers de traits ­faussement chahutés.
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  • Igor Kovaltchouk, Page des Libraires
    Roman graphique par excellence, d’une sidérante beauté.
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  • L’Humanité
    Un chef-d’œuvre en noir et blanc qui superpose dans un récit polyphonique un millefeuille d’histoires.
    Sans moralisation, le dessinateur procède en variation, transposant son dessin onirique en évocation libre dans une récit plus réaliste pour mettre en scène les frontières symboliques et réelles entre les deux communautés…
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  • Didier Quella-Guyot, BDZoom
    …une nouvelle œuvre foisonnante et spectaculaire sur la jeunesse et la tolérance…
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  • Philippe Peter, dBD Mag
    568 pages de bande dessinée à la puissance graphique bouleversante…
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  • Contrebandes.net
    Lorsqu’on cherche à créer de pures fictions, on se raccroche à ce qui nous a fondé, à ce qui nous est arrivé. Au fond, les récits inventés sont encore notre vie intime.
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  • Jérôme, D’une berge à l’autre
    Un roman graphique qui vous embarque comme une lame de fond. 
    Crache trois fois incite le lecteur au lâcher prise. Le récit est à la fois profond, instructif, poétique et universel.
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  • Anne-Claire Norot, Les InRocKuptibles
    Plus complexe qu’un simple roman graphique sur le passage à l’âge adulte, Crache trois fois, histoire de tolérance, d’amitié et d’altérité, est parfaitement intemporelle.
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